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La Corte Costituzionale conferma la riforma del 2025 sulla cittadinanza italiana

La Corte Costituzionale ha ritenuto in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni di legittimità sul d.l. n. 36/2025 in materia di cittadinanza

13 MARZO 2026

Con un comunicato del 12 marzo 2026, l’Ufficio comunicazione e stampa della Corte Costituzionale annuncia che la Corte ha dichiarato, in una sentenza non ancora depositata, in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni di legittimità costituzionale aventi ad oggetto l’art. 1 del decreto-legge 36/2025, convertito nella legge 74/2025, recante «Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza».
L'Ufficio ricorda che tale norma stabilisce, in deroga alle disposizioni previgenti che prevedono la trasmissione illimitata iure sanguinis della cittadinanza, che “è considerato non avere mai acquistato la cittadinanza italiana chi è nato all’estero anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo ed è in possesso di altra cittadinanza”, a meno che ricorra una delle seguenti condizioni: a) lo stato di cittadino è riconosciuto (in via amministrativa o giudiziale) a seguito di domanda presentata entro le ore 23:59 del 27 marzo 2025; b) un genitore o un nonno possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana; c) un genitore o adottante è stato residente in Italia per almeno due anni continuativi successivamente all'acquisto della cittadinanza italiana e prima della data di nascita o di adozione del figlio.