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Legge di Bilancio 2026: le principali misure per le Province nella nota di lettura dell’UPI

Dalla riscossione agevolata al Prezzario Nazionale: come cambiano le regole operative per le Province tra flessibilità contabile e nuovi obblighi di monitoraggio

9 GENNAIO 2026

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025 n. 199) introduce novità di rilievo per l’assetto finanziario delle Province, puntando sulla flessibilità e sull’efficientamento della riscossione. Il punto focale della riforma è l’attribuzione agli Enti locali della facoltà di introdurre autonomamente la definizione agevolata dei tributi di propria spettanza. L’UPI (Unione delle Province d’Italia) ha redatto una utile nota di lettura che isola e analizza cosa cambia per le Province.

Tutte le novità per le Province in sintesi

DEFINIZIONE AGEVOLATA DEI TRIBUTI
Viene ampliata l’autonomia regolatoria di Regioni ed enti locali nella gestione delle definizioni agevolate dei tributi propri, consentendo riduzioni di sanzioni e interessi anche in pendenza di contenzioso. La misura mira a rafforzare la capacità di riscossione, nel rispetto dell’equilibrio finanziario e dei principi costituzionali in materia tributaria.
 
IMPOSTA IRPEF SUL TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO
Per il solo 2026 viene introdotta un’imposta sostitutiva del 15% sui compensi accessori del personale pubblico non dirigenziale, entro il limite di 800 euro e a determinate soglie reddituali. L’intervento ha finalità redistributive e di sostegno al potere d’acquisto, con esclusioni settoriali mirate.
 
PREZZIARIO NAZIONALE E APPALTI PUBBLICI DI LAVORI
Nasce il prezzario nazionale dei lavori pubblici come strumento di coordinamento dei prezzari regionali e di riequilibrio contrattuale. La riforma rafforza il monitoraggio dei costi e introduce un Osservatorio dedicato, incidendo direttamente sulla disciplina della revisione prezzi e sulla sostenibilità degli investimenti pubblici.
 
GESTIONE STRAORDINARIA POST SISMA 2016
È prorogata fino al 31 dicembre 2026 la gestione straordinaria per la ricostruzione post-sisma, con rifinanziamento delle strutture commissariali e del personale tecnico-amministrativo. La norma conferma l’impianto emergenziale, garantendo continuità operativa e accelerazione degli interventi nei territori colpiti.
 
MODIFICHE AL CODICE APPALTI PER IL PNRR
La disciplina dei premi di accelerazione viene ampliata, consentendo l’utilizzo fino al 50% delle economie da ribasso d’asta. L’obiettivo è favorire il rispetto delle milestone PNRR, rafforzando gli incentivi alla rapida esecuzione delle opere senza alterare l’equilibrio complessivo dei quadri economici.
 
BILANCIO CONSOLIDATO E VARIAZIONI DI BILANCIO
Slitta al 31 ottobre il termine per l’approvazione del bilancio consolidato degli enti locali e viene rimodulato il sistema sanzionatorio collegato agli obblighi BDAP. La norma mira a una maggiore coerenza tra contabilità armonizzata e tempistiche operative, attenuando rigidità procedurali.
 
FONDO CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITÀ E RISCOSSIONE
La riforma introduce criteri più flessibili per il calcolo del FCDE, premiando gli enti che migliorano strutturalmente la capacità di riscossione. Contestualmente si rafforza il ruolo di AMCO nella riscossione coattiva, delineando un modello più centralizzato e orientato alla performance.
 
FEDERALISMO DEMANIALE
Dal 2026 viene meno la riduzione dei trasferimenti agli enti territoriali che hanno acquisito beni demaniali statali. La scelta attenua gli effetti finanziari negativi del federalismo demaniale e consolida la stabilità delle risorse locali, senza effetti retroattivi sui prelievi già operati.
 
ANTICIPAZIONE DI TESORERIA
È prorogato fino al 2028 l’innalzamento a cinque dodicesimi del limite di ricorso alle anticipazioni di tesoreria. La misura risponde a esigenze di liquidità e mira a sostenere il rispetto dei tempi di pagamento, incidendo sulla gestione di cassa degli Enti locali.
 
FONDO PER L’ARMONIZZAZIONE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO DEI COMUNI
Viene istituito un fondo statale per ridurre i divari nei trattamenti accessori del personale comunale. La misura si inserisce nel percorso di armonizzazione retributiva del comparto Funzioni locali, demandando alla contrattazione collettiva la definizione dei criteri di riparto.