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Bologna Città 30: il TAR la dichiara illegittima, ma la norma funzionava

La sentenza del TAR Emilia-Romagna del 20 gennaio 2026, n. 126 ha dichiarato illegittima la zona trenta, ma facciamo un passo indietro

21 GENNAIO 2026

Non si contano le lamentele dei bolognesi dal 1° luglio 2023, data in cui l’Amministrazione comunale aveva cambiato il limite massimo di velocità in tutte le strade urbane della Città che passava da 50 a 30 chilometri orari, (ad eccezione di alcune delle principali vie di scorrimento). Ciò nonostante l’assetto riformativo dei limiti di velocità aveva sortito gli effetti sperati riducendo drasticamente i sinistri autostradali e, dopo un primo panico generalizzato e non aiutato dai lavori in corso per il tram, anche una viabilità più fluida e senz’altro sostenibile del capoluogo emiliano.

 
Di fatto i 30 chilometri orari sono diventati la nuova normalità, andando a coprire il 70% delle strade del centro abitato e il 90% di quelle della parte di città più densamente vissuta dalle persone, rispetto all’attuale 30%.
 
Inoltre Bologna non era la sola Amministrazione cittadina ad aver adottato queste nuove regole di circolazione:
>> Consulta “Città 30 in Italia” sul sito del Comune di Bologna.

Il risultato della sentenza, cosa cambierà?

La sentenza n. 126 del 20 gennaio 2026, il TAR Emilia-Romagna ha sancito l’illegittimità del limite di 30 km/h esteso in modo generalizzato, ribadendo che, ai sensi dell’art. 142 del Codice della Strada, la soglia ordinaria nei centri abitati resta di 50 km/h.
 
Sebbene i Comuni abbiano la facoltà di ridurre tale limite, ciò può avvenire solo come eccezione motivata e non come regola territoriale: ogni restrizione deve essere supportata da un’istruttoria tecnica puntuale per singola strada, che ne dimostri la necessità per ragioni di sicurezza o urbanistiche. In assenza di una valutazione analitica tratta per tratta, il provvedimento si configura come un esercizio eccedente le competenze dell’Ente locale, violando il principio di tipicità e la normativa ministeriale vigente.

Ma questa zona 30 funzionava? Il record del crollo della mortalità

Ebbene sì. Dopo un anno di adozione del provvedimento, a metà gennaio del 2025 il Comune di Bologna ha rilasciato il bilancio dei risultati del 1° anno di attuazione di Bologna Città 30. I dati del rapporto “Bologna Città 30” (gennaio 2024 – gennaio 2025) evidenziano un impatto significativo sulla sicurezza stradale e sulla qualità urbana, delineando un quadro in controtendenza rispetto al dato nazionale ISTAT. Il dato più rilevante è il crollo della mortalità stradale, quasi dimezzata (-49%), con il traguardo storico di zero pedoni deceduti (evento mai registrato dal 1991). Oltre alla sicurezza, la riforma ha agito da volano per la mobilità sostenibile, con un incremento eccezionale del bike sharing (+69%) e del trasporto ferroviario metropolitano (+31%), a fronte di una contrazione del traffico veicolare e delle emissioni inquinanti.