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Licenziamento e AI: quando sostituire il dipendente è legittimo

Il Tribunale di Roma con la sentenza n. 9135 entra nel dibattito della crisi di impresa, licenziamento per giustificato motivo oggettivo e la legittimità dell’uso di nuove tecnologie di AI a sostituzione del lavoro dell’impiegata

9 MARZO 2026

Il diritto del lavoro si trova oggi a confrontarsi con una trasformazione silenziosa ma profonda dei modelli organizzativi dell’impresa. Accanto alle tradizionali dinamiche di ristrutturazione e contenimento dei costi, si affacciano strumenti tecnologici capaci di incidere direttamente sulla struttura delle mansioni, sull’organizzazione del lavoro e, in definitiva, sulla stessa nozione di posto di lavoro.

 
L’intelligenza artificiale, da fattore meramente ausiliario, diventa sempre più spesso un vero e proprio sostituto di attività umane, ponendo interrogativi nuovi ma non eludibili sul piano giuridico. In questo scenario si colloca la Sentenza del Tribunale di Roma (Sez. Lavoro), 19 novembre 2025, n. 9135, che offre un’interessante occasione di riflessione sul rapporto tra riorganizzazione aziendale, licenziamento per giustificato motivo oggettivo e utilizzo dell’intelligenza artificiale.
 
Pur senza affrontare direttamente il tema in chiave teorica, la decisione finisce per legittimare, sul piano fattuale, un modello organizzativo nel quale le mansioni precedentemente svolte da una lavoratrice vengono progressivamente assorbite da figure apicali e da strumenti di intelligenza artificiale, fino alla soppressione della posizione lavorativa.