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L’intelligenza artificiale ha bisogno di noi quanto noi abbiamo bisogno di lei

Un report della Fabian Society rilanciato da Civil Service World sposta il dibattito sull’adozione dell’AI nella Pubblica Amministrazione, parla Sasjkia Otto, ricercatrice senior della Fabian Society ed ex funzionaria pubblica

28 APRILE 2026

Il 13 aprile Civil Service World ha pubblicato un intervento di Sasjkia Otto, ricercatrice senior della Fabian Society ed ex funzionaria pubblica, che condensa in una tesi secca il punto più scomodo del dibattito britannico sull’AI nella Pubblica Amministrazione: la tecnologia, da sola, non trasforma niente. A trasformare sono le persone che la usano, e solo se vengono messe nelle condizioni di farlo.

 
La cornice politica è quella tracciata da Dame Antonia Romeo, nominata a febbraio prima donna Cabinet Secretary e Head of the Civil Service nei 110 anni di storia del ruolo. Romeo ha individuato nell’AI una delle leve centrali per l’agenda di riforma del governo Starmer, declinata nello slogan “move fast and fix things”. Otto ribadisce quel che molte persone faticano a digerire: se l’adozione continua a essere pensata come una questione di strumenti da dispiegare sui funzionari, anziché con i funzionari, il risultato sarà il consueto divario fra ambizione dichiarata e pratiche reali.