Trent’anni di riforme amministrative, dal Bassanini al PNRR, non sono bastati a colmare il ritardo italiano nell’interazione digitale con la PA, lo dice l’ultima indagine dell’ISTAT
5 MAGGIO 2026
Il 30 marzo è stato pubblicato l’ultimo report dell’ISTAT titolato “Trenta anni di vita quotidiana: tendenze e trasformazioni nella società italiana” che, dal 1993, prende in rassegna alcuni aspetti della vita quotidiana per mostrare i principali cambiamenti intercorsi di anno in anno. Nella sezione dedicata ai punti cardine della Pubblica Amministrazione, immancabile il tassello dell’e-government, o meglio: la lenta digitalizzazione dei servizi pubblici.
Trent’anni di riforme amministrative, dal Bassanini al PNRR, non sono bastati a colmare il ritardo italiano nell’interazione digitale con la Pubblica Amministrazione. Questo dicono i più recenti dati ISTAT: un Paese capace di adottare lo SPID in massa, oggi sopra la media europea, ma ancora molto indietro nell’utilizzo reale dei servizi online. Nel frattempo, gli sportelli fisici si svuotano di utenti ma le code non si accorciano. Un paradosso che chiama in causa le scelte organizzative dei Comuni.