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Natura e presupposti per l'adozione del provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale per mancata ottemperanza all'ordine di demolizione abusi edilizi

Commento della sentenza del Consiglio di Stato (Sez. VI) del 12 aprile 2023 n. 3674

21 APRILE 2023

Di Valeria Tarroni

La sanzione amministrativa più rilevante che il dpr 380/2001 (Testo unico in materia edilizia) prevede per gli abusi edilizi, è quella dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale che presuppone una ordinanza di demolizione emessa ai sensi dell’art. 31 nel caso di “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”, non ottemperata entro la scadenza del termine che la legge fissa in giorni 90 decorrenti dalla notifica dell’ordinanza.
 
Il comma 3 dell’art. 31 dispone “Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L'area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.”
 
La mancata ottemperanza all’ordine di demolizione, comporta inoltre l’applicazione della sanzione pecuniaria da €. 2.000 a €. 20.000, prevista al comma 4-bis del medesimo art. 31.
 
Sulla natura e sui presupposti per l’adozione del provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale si è nuovamente pronunciato il Consiglio di Stato con la recente sentenza n. 3674/2023, che conferma l’orientamento consolidato della giurisprudenza, nei termini a seguire.
 
Il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale ex art. 31, comma 3, dpr  n. 380/01, è un atto dichiarativo di effetti giuridici già prodottisi sul piano sostanziale, in conseguenza della mera constatazione della mancata tempestiva ottemperanza del pregresso ordine di demolizione.
 
Il presupposto giustificativo dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’opera abusiva, è rappresentato dall’esistenza di un ordine di demolizione e dalla mancata ottemperanza protrattasi oltre novanta giorni, da parte del soggetto tenuto a darvi attuazione. L’atto è privo di discrezionalità ed ha natura meramente dichiarativa in quanto l’acquisizione avviene ipso iure quale effetto automatico della mancata demolizione nel termine di novanta giorni. E’ dunque una misura sanzionatoria che consegue automaticamente all'inottemperanza dell'ordine di demolizione. Non ha alcuna rilevanza il tempo trascorso dalla realizzazione dell'abuso, né l'affidamento riposto eventualmente dall'interessato sulla legittimità delle opere, né l'assenza di motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico perseguite con l'acquisizione.
 
Di regola, non deve essere preceduto da una comunicazione di avvio, trattandosi di un'azione amministrativa dovuta e rigidamente vincolata, con riferimento alla quale non sono richiesti apporti partecipativi del privato.
 
La sentenza è disponibile al link: https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=cds&nrg=202004540&nomeFile=202303674_11.html&subDir=Provvedimenti