Permesso di costruire: il dies a quo per il completamento dei lavori
Il Consiglio di Stato, (Sez. IV), con la sentenza del 13 gennaio 2025, n. 183, chiarisce le tempistiche per la proposizione di un ricorso avverso il permesso di costruire
22 GENNAIO 2025
Il Consiglio di Stato ha recentemente emesso una sentenza che chiarisce le tempistiche per la proposizione di un ricorso avverso il permesso di costruire. Secondo quanto stabilito dalla sezione IV con la sentenza del 13 gennaio 2025, n. 183, l’inizio dei lavori rappresenta il momento dal quale si deve calcolare il tempo per impugnare il permesso di costruire quando si contesta la possibilità stessa di edificare sull’area (“l’an dell’edificazione”). Al contrario, se la contestazione riguarda modalità specifiche dell’edificazione, come le distanze o la consistenza delle opere (“il quomodo”), il termine per agire inizia a decorrere dal completamento dei lavori o dal raggiungimento di uno stadio che ne evidenzi chiaramente dimensione, consistenza e finalità.
La sentenza pone l’accento sulla possibilità per il contestatore di dimostrare, anche presumibilmente, di essere stato a conoscenza del provvedimento lesivo prima dell’inizio dei lavori, gravando su di lui l’onere della prova.
Questo orientamento si allinea con una serie di decisioni precedenti dello stesso Consiglio di Stato che hanno consolidato questa interpretazione, stabilendo un principio giurisprudenziale consistente e omogeneo su questo aspetto del diritto urbanistico. Tali decisioni comprendono sentenze rilevanti dal 2011 al 2024, tra cui la sentenza n. 2092 del 4 marzo 2024 della sezione IV e la sentenza n. 191 del 9 gennaio 2020 della sezione VI.
Non si rilevano precedenti giurisprudenziali in disaccordo con questo orientamento, consolidando così un quadro di riferimento chiaro per avvocati e giuristi che operano nel campo del diritto amministrativo e urbanistico.