News

Affitti brevi in centro storico: il TAR di Firenze valida i limiti imposti dal Comune

Il TAR di Firenze (sentenza n. 925 del 14 maggio 2026) respinge 19 ricorsi contro il regolamento del Comune di Firenze che fissa vincoli per gli affitti brevi

20 MAGGIO 2026

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, con la sentenza n. 925 del 14 maggio 2026, ha respinto 19 ricorsi contro il regolamento del Comune di Firenze che subordina le locazioni turistiche brevi a un regime autorizzatorio preventivo e ne contingenta il numero nell’area Unesco.

 

Dalla legge regionale alla sentenza

Il regolamento fiorentino, approvato con deliberazione consiliare n. 27 del 5 maggio 2025, si fonda sull’art. 59 della legge regionale della Toscana n. 61/2024, che consente ai Comuni ad alta densità turistica e ai capoluoghi di Provincia di disciplinare le locazioni brevi attraverso criteri specifici e autorizzazioni quinquennali per unità immobiliare.

La legittimità della norma regionale era già stata confermata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 186/2025, che aveva escluso ogni violazione delle competenze statali in materia di ordinamento civile, riconducendo la disciplina alle materie del turismo e del governo del territorio.

Il Comune può imporre limiti se per motivi imperativi di interesse generale

Il TAR ha verificato la conformità del regolamento alla direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno, richiamando la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, del 22 settembre 2020. Il risultato a cui è arrivata la Corte di giustizia è che il regime autorizzatorio risulta giustificato da motivi imperativi di interesse generale: preservazione del tessuto sociale, corretta fruizione del patrimonio storico-culturale e garanzia di alloggi economicamente accessibili.
 
Il regolamento poi non vieta del tutto le locazioni turistiche nella zona Unesco, ma le limita alle unità già attive nel 2024. Non si tratta di un’espropriazione e di conseguenza i proprietari non hanno diritto ad alcun indennizzo. Quel che è certo è che la sentenza farà strada a molte altre Amministrazioni che vogliono imporre limitazioni all’utilizzo degli immobili con funzione turistica nei centri storici per riuscire a controllare un turismo sempre più pericoloso per l’ambiente e le condizioni economiche dei residenti.