Polizia Locale: Anci rilancia la riforma
24 GIUGNO 2026
Si è svolto in videocollegamento l’incontro promosso da Anci sul percorso di riforma dell’ordinamento della polizia locale. Al tavolo hanno partecipato il delegato Anci alla Polizia locale e sindaco di Bari, Vito Leccese, il capo dell’Area Sicurezza e Legalità di Anci, Antonio Ragonesi, e i rappresentanti nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Anvu, Ancupm, Diccap e Silpol.
Il confronto arriva in una fase delicata del percorso parlamentare, alla luce dell’approvazione della legge delega da parte di uno dei due rami del Parlamento. L’incontro fa seguito al tavolo già avviato nel mese di marzo e ha avuto l’obiettivo di aggiornare le parti sugli sviluppi della riforma, raccogliendo osservazioni e valutazioni utili per la prosecuzione dell’interlocuzione istituzionale.
Il tema è centrale per i Comuni, perché la polizia locale è chiamata da anni a svolgere funzioni sempre più ampie: controllo del territorio, sicurezza urbana, viabilità, presidio di prossimità, gestione degli eventi, supporto alle attività amministrative e interventi nelle situazioni di emergenza. Il punto posto da Anci è proprio la necessità di adeguare il quadro normativo a una realtà operativa che si è già trasformata.
Le richieste dei Comuni
Nel corso della riunione sono stati affrontati i principali temi al centro delle richieste avanzate da Anci: rafforzamento delle tutele per il personale, incremento delle risorse a disposizione dei Comuni, potenziamento degli organici e riconoscimento del ruolo svolto dalla polizia locale nel sistema delle autonomie territoriali.
Le richieste riguardano quindi sia il piano ordinamentale sia quello organizzativo e finanziario. Per Anci, la riforma deve misurarsi con il lavoro quotidiano degli operatori, con la crescente complessità dei servizi e con le esigenze dei territori.
Il delegato Anci alla Polizia locale ha ricordato che fin dall’inizio l’associazione ha sostenuto la necessità di una revisione organica dell’attuale quadro normativo, considerato non più adeguato rispetto alle funzioni svolte oggi dalla polizia locale e al contributo garantito alle comunità e al Paese.
La riforma, quindi, viene letta non come un intervento di mera manutenzione normativa, ma come un passaggio atteso per riallineare norme, risorse, assetti organizzativi e condizioni di lavoro.
Richieste accolte solo in parte
Nel corso dell’incontro, Leccese ha evidenziato che le richieste avanzate da Anci sono state accolte solo in piccola parte e che diversi aspetti restano ancora aperti.
Il passaggio è rilevante perché colloca il confronto in una prospettiva non conclusa. L’approvazione della legge delega da parte di un ramo del Parlamento rappresenta una tappa del percorso, ma non esaurisce il lavoro politico e tecnico necessario per dare attuazione alla riforma.
Secondo Anci, il punto decisivo sarà ora la fase di attuazione della delega e, successivamente, la definizione dei decreti attuativi. È in questa sede che potranno essere recepite ulteriori istanze avanzate dai Comuni e dalle rappresentanze del personale.
Leccese ha ribadito l’intenzione di Anci di continuare l’interlocuzione con il Ministero dell’Interno, affinché le aspettative legate alla riforma non vengano disattese. La posizione espressa è quella di mantenere aperto il confronto e di lavorare perché nella fase attuativa trovino spazio le esigenze evidenziate dai territori.
Il nodo delle tutele
Uno dei temi più richiamati riguarda le tutele per il personale della polizia locale.
Nel testo fornito, Anci insiste sulla necessità che al ruolo effettivamente svolto dagli operatori corrispondano garanzie adeguate sul piano assicurativo, previdenziale, amministrativo e salariale. Si tratta di un profilo che tocca direttamente la condizione lavorativa degli agenti e degli ufficiali, ma anche la capacità dei Comuni di organizzare servizi stabili ed efficaci.
La richiesta non viene presentata come un’esigenza corporativa, ma come conseguenza del ruolo di prossimità ormai assunto dalla polizia locale. Gli operatori sono spesso il primo presidio visibile sul territorio comunale e intervengono in una pluralità di contesti che vanno ben oltre la tradizionale regolazione della viabilità.
Da qui la richiesta di un sistema più coerente tra funzioni svolte, rischi sostenuti, responsabilità assunte e strumenti di protezione riconosciuti dall’ordinamento.
Risorse e organici per i territori
Accanto al tema delle tutele, l’incontro ha posto l’accento sull’esigenza di incrementare le risorse e di potenziare gli organici.
Per i Comuni, la riforma della polizia locale non può limitarsi al riconoscimento formale del ruolo degli operatori. Deve tradursi anche in condizioni organizzative che consentano agli enti di garantire servizi adeguati, continuità di presidio e capacità di risposta alle esigenze delle comunità.
Il rafforzamento degli organici è uno dei punti più sensibili, soprattutto nei territori nei quali i Corpi e i servizi di polizia locale sono chiamati a gestire un carico crescente di attività con risorse limitate. Il tema riguarda la sicurezza urbana, ma anche la gestione amministrativa ordinaria, i controlli sulle attività economiche, il supporto agli eventi, il presidio della mobilità e l’applicazione delle normative locali.
Anci, nel confronto con le organizzazioni sindacali, ha quindi collegato la riforma alla necessità di sostenere concretamente i territori, evitando che l’ampliamento delle aspettative operative resti privo di adeguate coperture organizzative e finanziarie.
Una funzione di prossimità da riconoscere
Nel suo intervento, Leccese ha chiarito che la richiesta di riforma non nasce dall’obiettivo di accrescere le funzioni di polizia in quanto tali, ma dalla necessità di riconoscere una realtà già esistente.
La polizia locale, secondo la lettura proposta da Anci, rappresenta oggi un presidio fondamentale di vicinanza ai cittadini e contribuisce alla coesione delle comunità. È una funzione che si sviluppa nel contatto diretto con i territori, nella conoscenza delle dinamiche locali e nella capacità di intervenire su fenomeni che incidono sulla qualità della vita urbana.
Questo profilo di prossimità distingue il ruolo della polizia locale nel sistema delle autonomie e rende necessario un ordinamento aggiornato, capace di riflettere le trasformazioni intervenute negli ultimi anni.
Il riconoscimento del ruolo non riguarda soltanto il piano simbolico. Deve tradursi in tutele, strumenti, risorse, organici e regole coerenti con le responsabilità attribuite agli operatori.
Il lavoro sui decreti attuativi
La fase successiva sarà decisiva. L’approvazione della legge delega da parte di uno dei due rami del Parlamento apre un percorso che dovrà proseguire con l’attuazione della delega e con la definizione dei decreti attuativi.
Anci intende continuare a svolgere un ruolo di interlocuzione con il Ministero dell’Interno, raccogliendo le osservazioni delle organizzazioni sindacali e delle associazioni professionali coinvolte nel confronto.
Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno condiviso la volontà di proseguire il dialogo e di lavorare a proposte comuni da sottoporre nelle prossime fasi del percorso di riforma.
Il metodo indicato è quindi quello del confronto tra Comuni, rappresentanze del personale e associazioni professionali, con l’obiettivo di portare nella fase attuativa un quadro di proposte coerente con le esigenze dei territori.