Monopattini elettrici, oltre 133mila mezzi già identificati
9 LUGLIO 2026
La mobilità urbana su monopattino elettrico entra in una fase più regolata e tracciabile. Con la nota del 6 luglio 2026, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti comunica che, al 30 giugno 2026, sono già 133.135 i contrassegni rilasciati a livello nazionale per l’identificazione dei monopattini elettrici.
Il dato arriva dopo l’entrata in vigore, lo scorso 16 maggio, della nuova normativa che prevede l’identificazione dei mezzi e dei relativi proprietari. La misura si inserisce nel percorso di attuazione della riforma del Codice della strada e punta a rendere più ordinata una forma di mobilità ormai stabilmente presente nelle città italiane.
Il contrassegno non è soltanto un adempimento amministrativo. È lo strumento attraverso cui il monopattino viene ricondotto a un proprietario e diventa più facilmente identificabile in caso di violazioni, incidenti, controlli o utilizzi non corretti. In questa prospettiva, la novità mira a rafforzare responsabilità individuale, sicurezza stradale e capacità di controllo da parte degli organi competenti.
La nota ministeriale sottolinea come i numeri registrati nelle prime settimane confermino la diffusione significativa dei monopattini elettrici, soprattutto nei grandi centri urbani. Il fenomeno, nato come mobilità leggera e alternativa, è ormai parte della circolazione ordinaria e richiede regole chiare per convivere con pedoni, biciclette, veicoli a motore e trasporto pubblico.
Milano e Roma concentrano quasi metà dei contrassegni
La distribuzione territoriale dei contrassegni evidenzia il peso delle grandi aree metropolitane. Milano guida nettamente la classifica nazionale con 33.316 contrassegni, pari a circa un quarto del totale. Segue Roma, con 27.900 contrassegni.
Insieme, le due città concentrano quasi il 46% dei contrassegni già rilasciati in Italia. In altri termini, quasi un monopattino identificato su due si trova nelle due principali aree urbane del Paese. È un dato che conferma la forte incidenza della micromobilità elettrica nei contesti più congestionati, dove gli spostamenti brevi, l’intermodalità e la ricerca di alternative all’auto privata hanno favorito l’uso del monopattino.
La classifica delle città: dopo Milano e Roma spiccano Bari e Torino
Alle spalle delle due principali città italiane si colloca Bari, con 5.747 contrassegni, seguita da Torino con 4.709 e Palermo con 3.701. Seguono Verona con 2.634, Bergamo con 2.628, Bologna con 2.261, Napoli con 2.173 e Brescia con 2.110.
La mappa dei contrassegni mostra una diffusione non limitata al Nord o alle sole città maggiori. Il fenomeno riguarda capoluoghi e aree urbane diverse per dimensioni, struttura viaria e abitudini di mobilità. Questo conferma che il monopattino elettrico è entrato in modo stabile nel panorama degli spostamenti urbani, con impatti che interessano sia le città metropolitane sia i centri di dimensione intermedia.
Per gli uffici comunali e per la polizia locale, il dato può diventare un indicatore utile per programmare controlli, campagne informative e verifiche sul rispetto delle nuove regole. La presenza di contrassegni consente una maggiore tracciabilità, ma richiede anche una fase applicativa uniforme, chiara e comprensibile per gli utenti.
Il rischio, nella fase di avvio, è che la nuova disciplina venga percepita solo come un obbligo formale. La sua efficacia, invece, dipenderà dalla capacità di collegare identificazione, sicurezza, controlli e comportamenti corretti su strada.
Più sicurezza e responsabilità nella micromobilità urbana
La nota del MIT collega i numeri dei contrassegni all’attuazione delle misure introdotte con la riforma del Codice della strada, fortemente volute dal Vicepremier e Ministro Matteo Salvini. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema con regole più chiare, maggiore responsabilità e più sicurezza per tutti gli utenti della strada.
La micromobilità elettrica ha posto negli ultimi anni questioni nuove: circolazione su strada, convivenza con i pedoni, sosta sui marciapiedi, comportamenti irregolari, incidenti, utilizzo da parte di utenti occasionali e difficoltà di identificare il mezzo in caso di violazione. L’introduzione del contrassegno interviene proprio su questo punto, rendendo il monopattino più riconoscibile e collegabile a un soggetto responsabile.
La sicurezza, però, non si esaurisce nell’identificazione. Serve anche un uso corretto del mezzo: rispetto delle norme di circolazione, attenzione alla velocità, prudenza negli attraversamenti, corretto posizionamento in sosta, uso consapevole nei flussi urbani più intensi.
La nuova disciplina può quindi produrre effetti concreti solo se accompagnata da attività di informazione e controllo. Per i Comuni, soprattutto nelle aree con maggiore diffusione, il tema non riguarda più una nicchia di utenti, ma una componente ordinaria della mobilità cittadina.