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AI Act e dati biometrici: il Garante chiede più limiti per l’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia

5 AGOSTO 2026

Via libera condizionato del Garante privacy allo schema di decreto legislativo destinato ad adeguare la normativa italiana al regolamento Ue 2024/1689 sull’intelligenza artificiale.
 
Con il provvedimento n. 531 del 14 luglio 2026, l’Autorità ha esaminato i Titoli I e III dello schema, dedicati rispettivamente all’impiego dei sistemi di IA nelle attività di polizia e ad alcune disposizioni di carattere penale e processuale. Il testo attua la delega contenuta nella legge 23 settembre 2025, n. 132, che ha previsto una disciplina specifica per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia.
 
Il Garante giudica il provvedimento complessivamente coerente con l’AI Act e con i criteri della legge delega, ma chiede alcune integrazioni per rafforzare le garanzie applicabili al trattamento dei dati personali, soprattutto quando siano coinvolti dati biometrici, sistemi ad alto rischio e tecnologie di identificazione da remoto.
 
Lo schema disciplina un settore particolarmente sensibile, nel quale l’uso di strumenti algoritmici può incidere sulla libertà personale, sulla riservatezza e sull’esercizio di poteri pubblici. Da qui l’esigenza di definire con precisione finalità, responsabilità, controlli e limiti tecnici.