News

Il caso: commercio su aree pubbliche, come ridisegnare mercato e posteggi prima dei nuovi bandi

7 SETTEMBRE 2026

Il caso

 
Un Comune, in vista delle future procedure per l’assegnazione delle concessioni di posteggio previste dal decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 5 giugno 2026, intende procedere a una revisione dell’assetto del mercato e delle fiere.
L’amministrazione sta valutando, in particolare, l’individuazione di un nuovo sedime, la soppressione di alcune vie oggi comprese nell’area mercatale e la conseguente riduzione del numero complessivo dei posteggi.
Il dubbio operativo riguarda l’ordine delle attività da svolgere: occorre partire da una ricognizione delle concessioni esistenti, verificando anche l’eventuale presenza di posizioni suscettibili di decadenza, oppure è possibile procedere direttamente alla ridefinizione del mercato e solo successivamente occuparsi dei singoli titoli concessori?
 
La soluzione operativa
 
Il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 5 giugno 2026 ad oggetto “Adozione delle linee guida per il rilascio delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche” ha introdotto una svolta importante al settore consentendo la piena autonomia operativa e decisionale ai Comuni, mentre alle Regioni (un tempo con competenza operativa diretta) resta solo una funzione di stimolo all’adeguamento regolamentare.
Ciò premesso, l’iter procedurale da seguire è il seguente:
a) mappare il territorio: censire accuratamente gli spazi disponibili (chioschi, mercati, fiere e posteggi isolati);
b) confrontarsi con le associazioni di categoria: avviare tavoli di concertazione con le sigle di categoria per l’adozione delle linee guida;
c) aggiornare i regolamenti: approvare in Consiglio Comunale le modifiche alle norme locali inserendo i nuovi requisiti di assegnazione delle concessioni;
d) pubblicare i bandi pubblici: emanare le nuove procedure sulla base delle nuove regole;
e) rilasciare le concessioni per il commercio su aree pubbliche tipologia A): concludere le selezioni e rilasciare formalmente i titoli concessori ai vincitori.
 
Il decreto citato formalizza gli indirizzi operativi nazionali che le singole Amministrazioni Locali sono tenute ad applicare per la stesura dei futuri bandi di assegnazione degli spazi commerciali. Ora, come prima detto, l’iniziativa si sposta sui Comuni, e i SUAP dovranno gestire la non facile transizione di recepire il documento e colmare, ove previsto, i margini di autonomia lasciati a livello locale (giova ricordare che le nuove gare riguarderanno unicamente le aree di nuova creazione o i posteggi attualmente vuoti all’interno di mercati e fiere, escludendo quelli che hanno già beneficiato di rinnovi o di precedenti iter di assegnazione).
 
Il regolamento aggiornato dovrà necessariamente prevedere:
a) obiettivo prioritario: standardizzare i parametri su scala nazionale per assicurare la massima uniformità delle procedure di selezione comunale;
b) durata delle licenze: fissare a 10 anni. Unica eccezione le fiere, dove questo arco temporale funge da tetto massimo ma è modulabile dai singoli Enti;
c) destinatari dei provvedimenti: spazi mercatali, rassegne, strutture fisse (chioschi) e postazioni isolate. Vi rientrano laboratori artigianali, punti ristoro, edicole e aree destinate alla vendita diretta dei coltivatori;
d) idoneità degli operatori: confermati i requisiti morali e professionali previsti dall’articolo 71 del D.Lgs. n. 59/2010.
 
Per quanto concerne le eventuali dichiarazioni di decadenza riscontrate in fase di ricognizione (il titolare che non possiede più i requisiti o non esercita l’attività, violazioni gravi), essendo atti amministrativi formali che il Comune deve irrogare separatamente dopo aver dato modo ai titolari di regolarizzarsi, qualora possibile, e nel rispetto del contraddittorio, occorrerà seguire le indicazioni della legge regionale Liguria n. 1/2007, ricordando comunque che i posteggi decaduti divengono disponibili per la rassegnazione prioritariamente ai titolari di posteggi soppressi, poi tramite bando. Infine si ritiene di ribadire che il decreto 5 giugno 2026 fissa criteri generali, ma la Regione Liguria potrebbe avere emanato disposizione specifiche su:
1) modalità della ricognizione;
2) forme di consultazione con le associazioni;
3) criteri di priorità per la rassegnazione(alcuni criteri sono consigliati, altri potrebbero essere obbligatori a livello regionale);
4) termini procedurali.
Si consiglia verifiche in proposito.