Le delibere n. 14 e n. 15 del 26 febbraio 2026
19 MARZO 2026
La Corte dei Conti per l'Emilia-Romagna ha pubblicato le delibere n. 14 e n. 15 del 26 febbraio 2026, relative alla gestione, da parte di due Comuni, del rischio da passività potenziali nell’ambito di procedure di project financing, in presenza di un contrasto tra la disciplina nazionale vigente ratione temporis (art. 193, comma 8, d.lgs. 36/2023, nel testo anteriore al correttivo) e i principi eurounitari oggetto di rilievi nella procedura di infrazione 2018/2273, con gli enti interessati che prospettano il mantenimento della prelazione quale scelta funzionale a evitare pretese risarcitorie e quindi passività potenziali gravose per il bilancio comunale.
La Corte, non condividendo le intenzioni degli enti, richiama il principio del primato del diritto dell’Unione, sottolineando che non è più possibile, per un soggetto pubblico, fare oggi ricorso all’istituto della prelazione nelle fattispecie di finanza di progetto, ed evidenziando che l’esigenza di contenere il rischio finanziario non può legittimare l’applicazione di una disciplina interna incompatibile con il quadro sovraordinato.
Inoltre, la Corte precisa che la scelta dell'Amministrazione di disapplicare la norma nazionale sulla prelazione per conformarsi alla sopravvenuta sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea non integra in alcun modo la colpa grave; al contrario, sarebbe la decisione di procedere comunque in violazione del diritto unionale a configurare una potenziale «violazione manifesta» e inescusabile delle norme di diritto applicabili, generando a carico dell'Amministrazione una valutazione di responsabilità erariale per le conseguenze dannose derivanti da eventuali sanzioni UE, annullamenti giurisdizionali o contenziosi risarcitori plurimi.