La polizza fideiussoria non nativa digitale è inesistente e non sanabile
Con la sentenza n. 2472 del 2026, il Consiglio di Stato interviene sul tema della digitalizzazione negli appalti e, in particolare, sugli obblighi relativi alla forma della garanzia provvisoria quale nativa digitale.
14 APRILE 2026
Con la sentenza n. 2472 del 2026, il Consiglio di Stato interviene sul tema della digitalizzazione negli appalti e, in particolare, sugli obblighi relativi alla forma della garanzia provvisoria quale nativa digitale.
Per il giudice, il requisito del formato nativo digitale per la garanzia provvisoria non rappresenta un mero onere formale, ma un presupposto essenziale per l’esistenza stessa della documentazione di gara, con la conseguenza che questa deve essere considerata tamquam non esset e non può essere ammesso alla procedura il concorrente che si limiti a firmarla e marcarla digitalmente dopo la scadenza della presentazione delle offerte.
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