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ARERA avvia il riordino dei corrispettivi TARI

Istituito un Tavolo di lavoro con ANCI, enti d’ambito e gestori per coordinare l’attuazione della riforma prevista dalla delibera 396/2025/R/RIF
 
 
 
 

2 MARZO 2026

Con la delibera n. 49/2026/R/RIF del 24 febbraio 2026, ARERA istituisce un Tavolo di lavoro permanente con le associazioni maggiormente rappresentative dei Comuni (ANCI), degli Enti di governo dell’ambito e dei soggetti gestori.
L’obiettivo è coordinare e monitorare l’attuazione della riforma di riordino dei corrispettivi del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani, già delineata dalla deliberazione 396/2025/R/RIF.

Quattro regimi di prelievo e forte frammentazione


L’Autorità fotografa un quadro ancora fortemente disomogeneo. Attualmente coesistono quattro distinti regimi di prelievo applicabili agli utenti:
tre di natura tributaria (riconducibili alla TARI);
uno di natura patrimoniale, ossia la tariffa corrispettiva.
La situazione è ulteriormente complicata dalla presenza di diversi modelli applicativi, legati anche all’adozione – o meno – di sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti.
Nel 2023 la TARI tributo presuntiva risultava ancora predominante, coprendo l’82% della popolazione servita.

Oltre 6.000 ambiti tariffari


Uno dei nodi critici evidenziati da ARERA è l’estrema frammentazione del settore, con circa 6.000 ambiti tariffari censiti.
Questa pluralità di regimi e criteri di articolazione comporta:
scarsa standardizzazione dei servizi;
differenze marcate nei criteri di ripartizione dei costi;
disomogeneità di trattamento economico a parità di servizio;
segnali di prezzo non coerenti tra territori anche contigui.
Secondo l’Autorità, tale variabilità può generare inefficienze gestionali e difficoltà nella comparabilità delle prestazioni.

Il Tavolo di lavoro: coordinamento e monitoraggio


Il Tavolo istituito dalla delibera 49/2026 avrà una funzione di confronto tecnico-operativo, con l’obiettivo di:
accompagnare l’attuazione della riforma;
monitorarne gli effetti sui territori;
individuare criticità applicative;
favorire un percorso graduale di armonizzazione.
La presenza di ANCI e degli enti d’ambito è strategica per garantire un raccordo diretto con i Comuni, che restano i principali titolari del prelievo.

Verso maggiore omogeneità e trasparenza


La riforma si inserisce nel percorso di consolidamento del sistema regolatorio del settore rifiuti.
L’obiettivo è ridurre la frammentazione, rendere più omogenee le regole di determinazione dei corrispettivi e rafforzare la trasparenza nei confronti degli utenti, assicurando che a parità di servizio corrispondano condizioni economiche comparabili.
Per gli enti locali si apre una fase di confronto tecnico rilevante, destinata a incidere sulla struttura dei prelievi e sui criteri di articolazione delle tariffe nei prossimi anni.