Riforma contabile dei Comuni, ANCI chiede confronto e tempi sostenibili
Serve chiarezza sugli effetti della riforma della contabilità economico-patrimoniale e una roadmap condivisa con gli enti locali
5 MARZO 2026
Serve chiarezza sui contenuti della riforma contabile e un confronto strutturato con i Comuni prima di procedere con interventi normativi. È questo il messaggio lanciato dall’ANCI nel corso del convegno del Consiglio nazionale dei commercialisti, organizzato insieme ad ANCI e Ifel per fare il punto sulla riforma della contabilità economico-patrimoniale.
Nel dibattito sono intervenuti il segretario generale dell’ANCI Veronica Nicotra e il responsabile finanza locale Andrea Ferri, che hanno evidenziato la necessità di garantire tempi sostenibili e strumenti adeguati per l’attuazione della riforma nei Comuni.
Nicotra: serve un tavolo con MEF e Ragioneria dello Stato
Secondo Veronica Nicotra, Segretario Generale ANCI, la riforma presenta ancora
contorni incerti, con principi generali delineati ma contenuti operativi non ancora definiti. Per questo l’ANCI chiede l’apertura di
un tavolo di confronto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Ragioneria generale dello Stato, al fine di comprendere gli effetti concreti sul sistema finanziario degli enti locali.
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Ogni innovazione deve produrre un reale efficientamento del sistema e un beneficio tangibile nella gestione, proporzionato all’impegno organizzativo richiesto”, ha sottolineato Nicotra, ricordando le difficoltà di molti Comuni, soprattutto di piccole dimensioni, che operano con personale ridotto e strutture amministrative fragili.
Riforma sostenibile e percorso graduale
L’ANCI ritiene necessario che la riforma, una volta definita nei contenuti, sia accompagnata da
tempi adeguati e da un percorso graduale, con attività di supporto e strumenti operativi.
L’ipotesi di adottare un decreto entro l’estate rende, secondo Nicotra,
ancora più urgente una roadmap chiara e condivisa, che consenta agli enti locali di prepararsi all’applicazione delle nuove regole.
Ferri: “servono sperimentazione e supporto operativo”
Nel suo intervento, Andrea Ferri, responsabile finanza locale dell’ANCI, ha richiamato l’esperienza della
riforma dell’armonizzazione contabile introdotta dal d.lgs. n. 118/2011, sottolineando come i cambiamenti strutturali funzionino solo quando vengono accompagnati da
sperimentazione, gradualità e strumenti adeguati.
Tra le priorità indicate:
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supporto tecnico e modelli operativi per gli enti locali;
-una reale
integrazione tra contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale;
-una fase di
sperimentazione applicativa prima dell’entrata a regime.
Attenzione ai costi per gli enti locali
Un ulteriore nodo riguarda l’impatto economico della riforma. L’introduzione di nuovi obblighi contabili comporta infatti
oneri organizzativi, professionali e tecnologici, che devono essere valutati attentamente, soprattutto alla luce del principio di
invarianza finanziaria previsto dalla normativa.
Per l’Anci, una riforma di questa portata potrà consolidarsi solo se dimostrerà
efficacia nella pratica amministrativa, contribuendo realmente a migliorare la gestione della finanza locale e non limitandosi a rafforzare i meccanismi di controllo.