IMU, esenzione confermata anche con figlio maggiorenne non autosufficiente
La Cgt1 di Prato chiarisce che il beneficio per la casa familiare assegnata al genitore affidatario resta anche se il figlio è maggiorenne ma economicamente dipendente
6 MARZO 2026
In materia di IMU sulla casa familiare, l’esenzione prevista per il genitore assegnatario dell’immobile continua ad applicarsi anche quando il figlio convivente ha raggiunto la maggiore età, purché non sia ancora economicamente autosufficiente.
È quanto ha stabilito la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Prato, con la sentenza n. 228 del 24 novembre 2025, pubblicata nella rassegna di sentenze tributarie del Dipartimento delle Finanze del 1° marzo 2026.
La norma sull’esenzione IMU per la casa familiare
La controversia riguarda l’interpretazione dell’
articolo 1, comma 741, lettera c), della legge n. 160/2019, che assimila ad
abitazione principale esente IMU la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli in base a provvedimento del giudice.
Secondo i giudici tributari, l’esenzione non viene meno automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte del figlio convivente, se quest’ultimo
non ha ancora raggiunto l’autonomia economica.
La tutela della prole non autosufficiente
Nella motivazione della sentenza, la Corte richiama la
ratio della disciplina sull’assegnazione della casa familiare, che consiste nella tutela dell’interesse dei figli a mantenere il proprio
habitat domestico e le condizioni di vita consolidate.
Questo principio, secondo i giudici, vale anche quando il figlio è maggiorenne ma non indipendente economicamente, situazione che non esclude la permanenza dell’interesse protetto dall’ordinamento.
Illegittimo il diniego di autotutela del Comune
Nel caso esaminato, il Comune aveva negato l’annullamento in autotutela degli
avvisi di accertamento IMU, ritenendo che la maggiore età della figlia avesse fatto venir meno il regime di affidamento e, di conseguenza, l’assimilazione dell’immobile ad
abitazione principale esente.
La Corte ha invece ritenuto
illegittimo il diniego di autotutela, evidenziando che l’atto impositivo si basava su un
errore nel presupposto d’imposta. In tali circostanze, il Comune avrebbe dovuto procedere all’annullamento degli avvisi nell’ambito dell’
autotutela obbligatoria.
La pronuncia offre quindi un chiarimento interpretativo rilevante per gli enti locali nella gestione degli accertamenti IMU relativi alla casa familiare assegnata in sede giudiziale.