News

Tributi locali, no alla transazione fiscale nei concordati liquidatori

Corte dei conti Toscana: i Comuni non possono rinunciare a sanzioni e interessi IMU e TASI in sede di concordato preventivo
 

19 MARZO 2026

Con la delibera n. 8 del 12 febbraio 2026, la Corte dei conti Toscana ha chiarito i limiti per i Comuni in materia di transazione tributaria, escludendo la possibilità di aderire a proposte transattive relative a tributi locali nell’ambito di concordati preventivi liquidatori.

Il caso: rinuncia a interessi e sanzioni

La pronuncia nasce dalla richiesta di un Comune di accettare una proposta transattiva presentata da una società in liquidazione, che prevedeva la rinuncia integrale a interessi e sanzioni su debiti IMU e TASI maturati dopo l’omologazione del concordato.
La Corte ha escluso tale possibilità, evidenziando l’assenza di una disciplina che consenta agli enti locali di aderire a transazioni fiscali su tributi propri in questo contesto.

Stop alla transazione tributaria per i Comuni

Secondo i giudici contabili, nelle more dell’attuazione della legge delega n. 111/2023, come modificata dalla legge n. 120/2025, non è ancora consentita l’estensione della transazione tributaria ai tributi locali.
Di conseguenza, gli enti locali non possono accettare proposte di riduzione del debito tributario nell’ambito dell’esecuzione di concordati preventivi liquidatori.

Apertura alla definizione agevolata

La Corte richiama tuttavia una diversa possibilità introdotta dalla legge n. 199/2025, che consente agli enti territoriali, nell’ambito della propria autonomia regolamentare, di prevedere forme di definizione agevolata dei crediti.
Queste possono includere la riduzione o l’esclusione di interessi e sanzioni, ma solo a precise condizioni:
-delimitazione chiara dell’ambito applicativo;
-definizione di criteri e modalità di accesso;
-rispetto degli equilibri di bilancio.

Implicazioni per gli enti locali

La delibera fornisce un importante chiarimento operativo: mentre la transazione tributaria nei concordati resta preclusa, i Comuni possono comunque intervenire attraverso strumenti regolamentari propri, purché coerenti con i vincoli finanziari e con l’obiettivo di migliorare l’efficacia della riscossione.