PNRR, 1.400 progetti a rischio: in bilico 17 miliardi di fondi
Dossier Upb: criticità su asili nido, scuole e contratti di filiera. Cresce l’urgenza di completare gli interventi entro le scadenze europee
30 APRILE 2026
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza entra nella fase decisiva, ma emergono criticità rilevanti. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, circa 1.400 progetti – per un valore di 17 miliardi – risultano in difficoltà. Sotto osservazione soprattutto istruzione e transizione verde, mentre resta elevata l’incertezza su migliaia di interventi.
Il quadro generale: accelerazione e criticità
A due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, il PNRR registra
653.778 progetti attivi, con una crescita del 46,2% rispetto al settembre precedente. Anche le risorse impegnate sono aumentate, raggiungendo
171,3 miliardi di euro.
Secondo i dati del sistema ReGiS, analizzati dall’Ufficio parlamentare di bilancio, l’85,4% degli interventi è entrato nella fase conclusiva. Tuttavia, questo dato positivo è parzialmente ridimensionato dal fatto che tali progetti hanno un valore medio contenuto, incidendo per meno della metà delle risorse complessive.
Le aree in difficoltà: 17 miliardi in fasi critiche
Il dato più rilevante riguarda circa
1.400 progetti (4,6% del totale) classificati come “in fasi critiche”, per un valore complessivo di
17 miliardi di euro.
Le maggiori difficoltà si concentrano in:
-
Transizione verde (Missione 2), in particolare nei contratti di filiera;
-
Istruzione e ricerca (Missione 4), con criticità su asili nido, scuole dell’infanzia e edilizia scolastica.
A questi si aggiunge una quota significativa di interventi con informazioni incomplete o assenti: oltre
12.000 progetti (5,4 miliardi) risultano privi di dati sullo stato di avanzamento, mentre per altri
17.500 interventi (10,9 miliardi) non è nota la data di avvio.
Le incognite sul monitoraggio e sulle scadenze
Il quadro evidenzia alcune fragilità nel sistema di monitoraggio, nonostante gli obblighi di rendicontazione rafforzati. La presenza di progetti “opachi” rischia di complicare le verifiche finali richieste dall’Unione europea.
La scadenza del
30 giugno 2026 resta il termine operativo per la conclusione degli interventi, mentre il
31 agosto 2026 rappresenta il limite ultimo
per il raggiungimento di milestone e target a livello europeo.
Verso il post-PNRR: nuove sfide per gli investimenti
Accanto alla chiusura del Piano, si apre il tema del
post-PNRR. La Corte dei conti sottolinea l’urgenza di una nuova programmazione, anche per evitare una possibile flessione degli investimenti locali, già segnalata dall’Anci.
La capacità di consolidare i risultati ottenuti sarà decisiva per sostenere la crescita economica dei territori nei prossimi anni.