27 LUGLIO 2026
Nella rassegna delle sentenze tributarie del 15 luglio 2026, il Ministero dell'Economia e delle Finanze richiama la sentenza n. 2686 del 4 maggio 2026 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, che affronta il tema della responsabilità degli eredi per i debiti IMU del contribuente deceduto. La pronuncia conferma un principio ormai consolidato: il Comune non può notificare a ciascun coerede un avviso di accertamento per l'intero importo dell'imposta dovuta dal de cuius, poiché nei tributi locali non opera la solidarietà passiva tra gli eredi.
La controversia riguardava un avviso di accertamento IMU notificato a un erede per l'intero debito tributario maturato dal contribuente deceduto.
Secondo la Corte, tale modalità di accertamento è contraria ai principi che regolano la successione nei debiti ereditari.
Richiamando gli articoli 752 e 1295 del Codice civile, i giudici precisano che ciascun coerede risponde esclusivamente della parte di debito corrispondente alla propria quota ereditaria, senza che possa configurarsi una responsabilità automatica per le quote spettanti agli altri eredi.
La sentenza evidenzia che la disciplina della responsabilità solidale prevista dall'art. 65 del D.P.R. n. 600/1973 riguarda esclusivamente le imposte sui redditi.
Per i tributi locali, invece, trova applicazione la disciplina civilistica generale della successione ereditaria, che comporta la ripartizione del debito tra gli eredi in proporzione alle rispettive quote.
Ne consegue che il Comune non può pretendere il pagamento dell'intera imposta nei confronti di un singolo coerede.
Respingendo l'appello dell'ente locale, la Corte di giustizia tributaria del Lazio ha confermato la decisione di primo grado.
I giudici hanno stabilito che il Comune è tenuto a emettere un nuovo avviso di accertamento, ricalcolando l'IMU dovuta dal coerede ricorrente esclusivamente in relazione alla quota ereditaria di sua competenza.
L'avviso notificato per l'intero debito è quindi illegittimo e non può essere mantenuto nei confronti del singolo erede.
La decisione rappresenta un'importante indicazione per gli uffici tributi dei Comuni chiamati a recuperare crediti IMU nei confronti degli eredi del contribuente deceduto.
L'attività di accertamento dovrà essere calibrata sulla posizione di ciascun coerede, con la determinazione dell'importo dovuto in proporzione alla quota ereditaria. L'orientamento conferma che, in assenza di una specifica previsione normativa, non è possibile estendere ai tributi locali il regime della responsabilità solidale previsto per le imposte erariali, imponendo agli enti locali una corretta quantificazione del debito tributario nei confronti di ogni singolo erede.