TARI, la riduzione per disservizi richiede prove concrete dell’inefficienza del servizio
La mera affermazione che il Comune non svolga adeguatamente il servizio di raccolta rifiuti non è sufficiente per ottenere riduzioni o esenzioni della TARI. Il contribuente deve dimostrare l’effettiva gravità e continuità dei disservizi
29 LUGLIO 2026
La possibilità di ottenere una riduzione della TARI per il cattivo funzionamento del servizio di raccolta dei rifiuti è spesso oggetto di contenzioso tra contribuenti e Comuni. La giurisprudenza ribadisce che il diritto a una riduzione del tributo non può fondarsi su contestazioni generiche circa l’inefficienza del servizio, ma richiede la dimostrazione di specifici disservizi tali da incidere concretamente sulle modalità di erogazione della prestazione.
L’istituzione del servizio non è messa in discussione
Nel caso esaminato, il contribuente sosteneva che il Comune di Napoli “non svolgesse” il servizio di raccolta dei rifiuti.
Secondo il giudice, tale affermazione non equivale a sostenere che il servizio pubblico
non sia stato istituito, circostanza che costituirebbe il presupposto per diverse conseguenze sul piano tributario.
La contestazione riguarda, invece, esclusivamente la
qualità, la regolarità e l’efficacia con cui il servizio viene concretamente reso.
I disservizi devono essere dimostrati
La pronuncia evidenzia che chi invoca una riduzione della TARI ha l’onere di fornire elementi idonei a dimostrare che il servizio sia stato svolto in maniera gravemente irregolare o insufficiente.
Non sono sufficienti affermazioni di carattere generale o richiami a situazioni di degrado urbano.
Occorre invece documentare, con riferimento alla specifica zona interessata, l’esistenza di disservizi effettivi, persistenti e tali da compromettere in misura significativa la fruizione del servizio pubblico.
La regolarità della prestazione è il vero oggetto del giudizio
La decisione chiarisce che il contenzioso non riguarda l’esistenza del servizio pubblico, bensì la sua concreta esecuzione.
Solo qualora venga provato che la raccolta dei rifiuti sia stata resa in modo gravemente carente, secondo i presupposti previsti dalla normativa sulla TARI, può trovare applicazione una riduzione del tributo.
In mancanza di tale dimostrazione, resta fermo l’obbligo di corrispondere integralmente la tassa.
Le indicazioni operative per contribuenti e Comuni
La pronuncia conferma che il diritto alle riduzioni della TARI richiede un rigoroso accertamento dei fatti.
Per i contribuenti è quindi opportuno conservare ogni elemento utile a documentare l’effettiva presenza di disservizi, come segnalazioni, fotografie, verbali o comunicazioni indirizzate al gestore del servizio.
Per i Comuni, invece, la decisione ribadisce che le richieste di riduzione devono essere valutate sulla base di prove concrete relative all’effettiva irregolarità del servizio e non su mere allegazioni generiche.