Esenzione IVA, proroga decennale al 2036 per il Terzo settore
Esenzione IVA, proroga decennale al 2036 per il Terzo settore
4 DICEMBRE 2025
Il Consiglio dei ministri del 20 novembre 2025 ha dato via libera definitivo al decreto attuativo della riforma fiscale (legge 111/2023) che posticipa al 2036 l’operatività del nuovo regime IVA per le prestazioni istituzionali rese dagli enti associativi ai propri aderenti. Una proroga decennale che congela gli obblighi di fatturazione, registrazione e tenuta contabile che sarebbero diventati obbligatori dal 1° gennaio 2026.
La misura si inserisce in un più ampio intervento di riordino delle esenzioni IVA applicabili agli enti del Terzo settore, con particolare attenzione alla gestione della fase post-ONLUS e all’allineamento della disciplina italiana alle regole unionali.
La procedura di infrazione e l’evoluzione normativa
La proroga interviene su un percorso avviato da tempo, nato per superare la
procedura di infrazione n. 2008/2010, con cui la Commissione Ue aveva contestato all’Italia l’esclusione dal campo IVA delle prestazioni rese dagli enti non commerciali ai propri associati, prevista dall’articolo 4, comma 4, del d.P.R. 633/1972.
Per rispondere alle osservazioni europee, il legislatore era intervenuto con l’articolo 5, commi 15-quater ss., del d.l. 146/2021, stabilendo che le attività degli enti associativi fossero
rilevanti ai fini IVA ma in regime di esenzione, in coerenza con l’articolo 132 della Direttiva IVA.
Tale disciplina sarebbe dovuta entrare a regime dal 2026, imponendo agli enti un articolato sistema di adempimenti contabili e documentali.
La scelta del Governo: continuità operativa e semplificazione
Il comunicato del Consiglio dei ministri n. 149 del 20 novembre sottolinea che la proroga al 2036 è stata condivisa con la Conferenza Unificata e costruita tenendo conto dei pareri parlamentari e del confronto tecnico con Bruxelles. Secondo il Governo, la decisione garantisce
stabilità, evita un impatto burocratico significativo e riconosce «la specificità delle prestazioni mutualistiche» tipiche delle associazioni.
Il Sottosegretario Mantovano ha definito la misura «un risultato positivo e concreto», capace di tutelare la missione sociale del Terzo settore e assicurare una transizione più graduale verso il nuovo assetto fiscale.
Il mondo del non profit accoglie con favore il rinvio, che evita una rivoluzione amministrativa imminente, pur lasciando all’orizzonte la necessità di adeguarsi — con tempi più distesi — alle nuove regole fiscali unionali.