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Accrual, parte la fase pilota 2025: il Mef attiva l’assistenza e chiarisce il metodo

Supporto tecnico dedicato, FAQ e prime indicazioni interpretative: la nuova rendicontazione economico-patrimoniale entra nel vivo
 
 
 
 

14 GENNAIO 2026

Con il rendiconto 2025 prende ufficialmente avvio la fase pilota della riforma Accrual per le amministrazioni pubbliche. Non si tratta di un semplice passaggio sperimentale, ma dell’ingresso operativo in un nuovo modello di rendicontazione economico-patrimoniale ispirato agli standard internazionali. In questo contesto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attivato un sistema strutturato di assistenza, accompagnato dalla pubblicazione delle prime FAQ, che offrono indicazioni rilevanti non solo sul piano tecnico, ma anche sul metodo e sulle finalità della riforma.

L’assistenza Mef: due canali e una governance presidata


Il sistema di supporto predisposto dal Mef si articola su due canali distinti. Il primo è dedicato ai profili operativi del piano dei conti multidimensionale e dei modelli di raccordo; il secondo riguarda i quesiti interpretativi sul Quadro concettuale e sugli standard Itas.
Per le questioni tecniche è attiva la casella pdc.accrual@mef.gov.it, mentre per i profili interpretativi il riferimento è inforiforma.accrual@mef.gov.it. Le richieste devono essere puntualmente circostanziate, con l’indicazione dello standard di riferimento. Le risposte seguono una procedura interna che può coinvolgere più livelli della governance della riforma. Un’impostazione che, pur comportando tempi non sempre immediati, segnala la volontà del Mef di garantire coerenza e uniformità interpretativa, evitando soluzioni frammentate o incoerenti.

I destinatari dell’informazione contabile: oltre l’amministrazione


Tra i primi chiarimenti pubblicati, uno dei passaggi più significativi riguarda i destinatari della rendicontazione accrual. Il Mef ribadisce che l’informazione economico-patrimoniale non è rivolta solo agli organi di governo e di controllo, ma anche ai fornitori delle risorse – contribuenti, finanziatori, dipendenti, fornitori – e ai beneficiari dei servizi pubblici, come cittadini e imprese. A questi si aggiungono soggetti esterni, incluse le istituzioni europee e le autorità di vigilanza.
La rendicontazione viene così esplicitamente configurata come strumento di accountability verso l’esterno, chiamato a rappresentare in modo comprensibile la capacità dell’ente di generare valore pubblico e di garantire la sostenibilità dei servizi nel tempo.

Postulati qualitativi e giudizio professionale


Ancora più rilevante è il richiamo ai postulati qualitativi dell’informazione contabile: significatività, rappresentazione fedele, prudenza, verificabilità, comprensibilità, comparabilità, tempestività e continuità. Non sono richiamati come principi astratti, ma come criteri operativi che devono guidare la redazione dei documenti.
Il messaggio è chiaro: l’Accrual non può essere ridotto a un esercizio meccanico di riclassificazione contabile. Richiede valutazioni motivate, stime attendibili e un uso consapevole del giudizio professionale. In questa prospettiva, la fase pilota 2025 si configura come un vero passaggio culturale, chiamando le amministrazioni a ripensare la rendicontazione in termini di qualità informativa, trasparenza sostanziale e confrontabilità nel tempo.