21 APRILE 2026
Con la sentenza n. 27020 dell’8 ottobre 2025, la Corte di Cassazione interviene sul tema dell’esenzione IMU per gli alloggi sociali, affermando un principio di rilievo in materia di motivazione degli atti tributari. La decisione chiarisce i limiti dell’azione dei Comuni nel negare le agevolazioni fiscali.
La Suprema Corte stabilisce che l’avviso di accertamento con cui viene negata l’esenzione IMU deve contenere una motivazione chiara, puntuale e specifica. Non è sufficiente un diniego generico o standardizzato: l’ente impositore è tenuto a esplicitare le ragioni concrete per cui ritiene non spettante l’agevolazione richiesta.
Tale obbligo discende direttamente dai principi dello Statuto del contribuente, che impongono trasparenza e comprensibilità degli atti fiscali, consentendo al contribuente di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.
Nel caso esaminato, relativo a un contenzioso tra uno IACP e un Comune, la Cassazione ha ritenuto nullo l’accertamento privo di adeguata motivazione. I giudici hanno inoltre escluso che la genericità della dichiarazione – presentata tramite modello ministeriale con la semplice indicazione dell’esenzione – possa giustificare un diniego non motivato.
Al contrario, è stato evidenziato che, trattandosi di un ente operante nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, la richiesta è chiaramente riferibile agli alloggi sociali. Inoltre, il Comune dispone già delle informazioni necessarie per verificare la destinazione degli immobili e i requisiti soggettivi degli assegnatari.
La pronuncia assume un importante rilievo pratico: impone agli enti locali di abbandonare prassi basate su dinieghi automatici e rafforza la tutela del contribuente, garantendo maggiore certezza e correttezza nell’azione amministrativa.