Decreto Fiscale 2026, stretta sul dumping fiscale nel noleggio auto: più risorse per gli Enti locali
Tra le misure più significative figura la revisione della disciplina dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT)
5 GIUGNO 2026
Tra le misure più significative contenute nella legge n. 88 del 2026, che ha convertito il decreto-legge recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica”, figura la revisione della disciplina dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT). Come evidenzia la nota di lettura predisposta dall’UPI (Unione delle Province d’Italia), l’intervento punta a contrastare un fenomeno che per oltre un decennio ha inciso pesantemente sui bilanci delle Province italiane: il cosiddetto dumping fiscale praticato da alcune società di noleggio veicoli.
Negli anni, numerose aziende hanno infatti trasferito formalmente la propria sede legale in territori a statuto speciale dove l’imposta era stata eliminata o ridotta, continuando però a svolgere la propria attività operativa in altre aree del Paese. Questo meccanismo ha comportato una consistente perdita di gettito per molte Province e Città metropolitane. La nuova normativa stabilisce invece che, per le società di noleggio, il gettito dell’imposta dovrà essere attribuito al territorio in cui viene svolta la gestione ordinaria principale dell’attività, e non semplicemente alla sede legale dichiarata. Una modifica che, secondo l’UPI, consentirà di recuperare risorse importanti e ristabilire condizioni di maggiore equità tra i diversi territori.
Più entrate e maggiori strumenti di controllo per Province e Città metropolitane
La riforma non si limita però al contrasto del dumping fiscale. La nota dell’UPI sottolinea come la legge introduca anche l’applicazione dell’IPT alle registrazioni effettuate nel
Registro dei Veicoli Esteri (REVE), ampliando così la platea dei soggetti tenuti al pagamento dell’imposta. Si tratta di una novità destinata ad aumentare ulteriormente il gettito a disposizione degli Enti territoriali.
Un altro aspetto particolarmente rilevante riguarda la possibilità per
Province e Città metropolitane di accedere gratuitamente alle banche dati del
Pubblico Registro Automobilistico e della
Motorizzazione Civile. Questo accesso consentirà agli Enti di rafforzare le attività di verifica, controllo e programmazione tributaria, migliorando l’efficacia delle azioni di contrasto all’evasione e di gestione delle entrate. L’obiettivo è mettere a disposizione degli amministratori strumenti più moderni e completi per governare un comparto che rappresenta una voce fondamentale dei bilanci provinciali.
Rottamazione quinquies estesa anche agli Enti territoriali
Tra le novità illustrate nella nota di lettura dell’UPI trova spazio anche l’estensione della cosiddetta
“rottamazione quinquies” ai carichi affidati alla riscossione da Regioni, Province, Comuni e altri Enti territoriali. La norma offre agli Enti la possibilità di aderire autonomamente alla definizione agevolata dei debiti, applicandola alle proprie entrate tributarie e patrimoniali.
I contribuenti interessati potranno presentare la propria adesione tra il
16 settembre e il 31 ottobre 2026, scegliendo se saldare il debito in un’unica soluzione oppure attraverso un piano di pagamento fino a
54 rate bimestrali. L’iniziativa punta da un lato a favorire il recupero di crediti difficilmente esigibili da parte degli Enti, dall’altro a consentire a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione fiscale con condizioni più sostenibili.
Un intervento strategico per la tenuta finanziaria degli Enti
Nella propria nota di lettura, l’
UPI evidenzia come la riforma dell’IPT rappresenti un risultato perseguito con determinazione negli ultimi anni. L’Imposta Provinciale di Trascrizione costituisce infatti una delle principali fonti di finanziamento per Province e Città metropolitane e il suo andamento incide direttamente sulla capacità degli Enti di garantire servizi essenziali, manutenzione delle infrastrutture, edilizia scolastica e interventi sul territorio.
Le nuove disposizioni puntano quindi non soltanto a correggere distorsioni che hanno penalizzato numerosi territori, ma anche a rafforzare la sostenibilità finanziaria degli Enti locali in una fase caratterizzata da forti esigenze di investimento. Per l’UPI, la fine del dumping fiscale e il recupero di gettito rappresentano un passaggio fondamentale per garantire maggiore equilibrio nel sistema delle autonomie territoriali e assicurare risorse indispensabili allo sviluppo delle comunità locali.