La Relazione semestrale al Parlamento evidenzia il raggiungimento del 72% degli obiettivi europei e una forte crescita della spesa, ma preoccupano i ritardi nei lavori pubblici e nella rendicontazione
8 GIUGNO 2026
L’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza entra nella fase decisiva con risultati complessivamente positivi ma ancora accompagnati da significative criticità operative. È quanto emerge dalla Relazione semestrale approvata dalle Sezioni riunite della Corte dei conti il 27 maggio 2026, che fotografa lo stato di avanzamento del PNRR al secondo semestre 2025 e analizza gli effetti delle recenti revisioni del Piano.
Secondo la magistratura contabile, tutti i 50 obiettivi europei previsti per il secondo semestre 2025 sono stati conseguiti. Il livello complessivo di avanzamento del Piano ha raggiunto il 72%, in crescita rispetto al semestre precedente.
Particolarmente rilevanti i risultati ottenuti sul fronte delle riforme, con progressi nella digitalizzazione della pubblica amministrazione, nella riduzione dei tempi degli appalti pubblici, nella lotta all’evasione fiscale e nell’efficientamento della giustizia.
Importanti avanzamenti si registrano anche negli investimenti legati alla trasformazione digitale, alla sanità, alla formazione, all’innovazione delle imprese e all’efficienza energetica.
L’avanzamento finanziario ha registrato una significativa accelerazione. A fine febbraio 2026 la spesa sostenuta ha raggiunto 113,5 miliardi di euro, pari a oltre il 58% delle risorse complessive del Piano.
Resta tuttavia consistente la quota di investimenti destinata a essere realizzata oltre la scadenza del 2026. Le prime stime delle amministrazioni indicano infatti circa 24,2 miliardi di euro di spesa che potrebbero essere rinviati agli anni successivi, soprattutto per incentivi alle imprese e strumenti finanziari.
La Corte evidenzia risultati incoraggianti nelle aree interne e nel Mezzogiorno, destinatari di una parte rilevante delle risorse del Piano.
Nelle aree interne risultano stanziati oltre 31 miliardi di euro, con livelli di pagamento superiori alla media nazionale. Anche i progetti localizzati nel Sud mostrano tempi di avanzamento generalmente più rapidi rispetto al resto del Paese.
Permangono però criticità significative. I lavori pubblici continuano a procedere più lentamente rispetto agli altri interventi e la Corte segnala un aumento dei tempi medi di realizzazione.
Particolare attenzione viene inoltre posta sulla rendicontazione della spesa, ancora distante dai livelli raggiunti dai trasferimenti finanziari e dagli impegni assunti. Per la Corte dei conti sarà fondamentale rafforzare i controlli e accelerare le procedure amministrative per garantire il pieno conseguimento degli obiettivi entro la conclusione del Piano.