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Comando di personale, il rimborso delle retribuzioni è imponibile IVA

L'Agenzia delle Entrate chiarisce che le somme corrisposte per il rimborso degli emolumenti del personale comandato costituiscono un corrispettivo per una prestazione di servizi e devono essere assoggettate a IVA

16 LUGLIO 2026

Con la risposta a interpello n. 142 del 13 luglio 2026, l'Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti sul trattamento IVA applicabile ai rimborsi delle retribuzioni corrisposti nell'ambito del comando di personale. L'Amministrazione finanziaria precisa che le somme erogate dal soggetto utilizzatore al datore di lavoro del personale comandato costituiscono un vero e proprio corrispettivo per una prestazione di servizi e, pertanto, devono essere assoggettate a IVA.

Il caso esaminato

L'interpello riguardava una società di capitali che aveva posto proprio personale in posizione di comando presso una struttura commissariale.

La società, pur continuando a rivestire il ruolo di datore di lavoro, sosteneva il costo delle retribuzioni e degli oneri accessori del personale, ricevendo dal Commissario di Governo il rimborso integrale delle somme corrisposte.

Il quesito riguardava la qualificazione fiscale di tali rimborsi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.

Il rimborso costituisce un corrispettivo

Secondo l'Agenzia delle Entrate, il personale comandato rimane alle dipendenze della società, che continua ad assumere tutti gli obblighi retributivi e contributivi nei confronti dei lavoratori.

Le somme successivamente rimborsate dal Commissario non rappresentano quindi una semplice movimentazione finanziaria o un mero recupero di costi, ma costituiscono un corrispettivo direttamente collegato al comando del personale.

L'Amministrazione evidenzia infatti l'esistenza di un nesso diretto tra il servizio reso e il rimborso ricevuto, elemento che rende applicabile la disciplina IVA prevista per le prestazioni di servizi.

Irrilevante l'interesse esclusivo del soggetto utilizzatore

La risposta chiarisce inoltre che non assume rilievo il fatto che il personale operi esclusivamente nell'interesse dell'ente presso il quale è comandato.

Secondo l'Agenzia, tale circostanza costituisce una caratteristica tipica dell'istituto del comando e non modifica la qualificazione fiscale dell'operazione.

Il rapporto economico instaurato tra il datore di lavoro e il soggetto utilizzatore mantiene infatti le caratteristiche proprie di una prestazione di servizi remunerata mediante corrispettivo.

Richiamo ai principi sul distacco e prestito di personale

L'Agenzia richiama espressamente i principi elaborati dalla giurisprudenza unionale e dalla propria prassi amministrativa in materia di distacco e prestito di personale, ritenendo che anche il comando possa essere ricondotto, sotto il profilo tributario, ai medesimi criteri interpretativi.

In tale prospettiva, le somme corrisposte a titolo di rimborso delle retribuzioni principali e accessorie assumono natura di corrispettivo imponibile.

Le conseguenze operative

La conclusione della risposta a interpello è netta: gli importi che il Commissario di Governo corrisponde alla società per il rimborso degli emolumenti sostenuti per il personale comandato devono essere assoggettati a IVA, trattandosi di corrispettivi relativi a una prestazione di servizi.

Il chiarimento assume rilievo anche per altre amministrazioni pubbliche, società partecipate ed enti coinvolti in operazioni di comando, distacco o prestito di personale, contribuendo a definire in modo più puntuale il corretto trattamento fiscale dei relativi rapporti economici.