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Pnrr e riforma Pa, concorsi pubblici con nuove tutele di genere

Al consiglio dei ministri il Dpr che riforma il Testo Unico e mette a regime gli interventi Pnrr, con cui è prevista una tutela di genere  
 

7 OTTOBRE 2022

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, ha approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 2487, concernente norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi.
Il testo stabilisce che l’assunzione a tempo determinato e indeterminato nelle amministrazioni pubbliche avviene mediante concorsi pubblici, orientati alla massima partecipazione, che si svolgono con modalità che ne garantiscano l’imparzialità, l’economicità e la celerità di espletamento, ricorrendo, ove necessario, all’ausilio di sistemi automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione e selezioni decentrate per circoscrizione territoriali.

InPa

Il fulcro è rappresentato da «InPa», il Portale del reclutamento costruito dal ministero per la Pa. Sul tema si legga l’articolo “Portale InPA, la guida per partecipare ai concorsi pubblici”

Con queste premesse, il Dpr spiega nella parte sostitutiva del vecchio articolo 4 che «alle procedure di concorso si partecipa esclusivamente previa registrazione nel Portale unico del reclutamento». L’iscrizione, ovviamente gratuita, può avvenire tramite Spid, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Con la registrazione, l’aspirante candidato inserisce dati anagrafici, curriculum formativo e documentazione sulle esperienze professionali maturate. E tramite il portale riceverà anche tutte le comunicazioni su procedure del concorso, date e sedi delle prove ed esito.

Procedure

Nella sostanza delle procedure, il capitolo più innovativo è quello legato alla parità d’accesso alla Pa. Per garantire l’equilibrio i bandi dovranno indicare la rappresentatività attuale di genere nell’amministrazione, e dove la distanza è superiore al 30% aprirà una corsia preferenziale al genere meno rappresentato.

Cambiano poi le commissioni. In cui siederanno anche psicologi ed esperti di risorse umane per provare a orientare le selezioni verso quelle capacità trasversali, organizzative e personali appena indicate come cruciali dalle Linee guida della Sna. Sul punto si legga:” Accesso alla dirigenza PA, saranno valutate anche le soft skill.”

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