CCNL Funzioni Locali 2022-2024: l’impatto economico e contabile per i Comuni
Incrementi retributivi e arretrati: cosa devono fare ora gli Enti locali per adeguare i bilanci 2025-2026
5 DICEMBRE 2025
La sottoscrizione, nel novembre 2025, delle ipotesi di CCNL 2022-2024 per il Comparto e l’Area Funzioni Locali segna l’avvio della fase operativa per Comuni e Province. L’adeguamento delle retribuzioni e il pagamento degli arretrati, interamente a carico delle Amministrazioni, richiedono una revisione urgente delle previsioni di bilancio, nel rispetto delle tempistiche fissate dalla normativa contabile. La definitiva sottoscrizione dei contratti, attesa per i primi mesi del 2026, renderà infatti obbligatorio l’aggiornamento delle buste paga entro 30 giorni.
Incrementi e arretrati: cosa cambia dal 2024
Secondo quanto stabilito nelle ipotesi contrattuali, gli anni 2022 e 2023 non registrano incrementi retributivi oltre l’indennità di vacanza contrattuale già erogata. La vera novità decorre dal 1° gennaio 2024, quando entrano a regime gli aumenti contrattuali: per il comparto, l’incremento tabellare è pari al 7,45%, al netto delle anticipazioni IVC già corrisposte. Una percentuale rilevante, che tuttavia, evidenzia il documento, deve essere letta alla luce della base di calcolo: il monte salari 2021, che comprende non solo gli stipendi tabellari ma anche la componente accessoria.
In questo quadro, il maggiore incremento tabellare è compensato dal più contenuto aumento delle risorse del fondo decentrato, con un impatto complessivo coerente con le risorse stanziate a livello statale (5,78% nel 2024 e 6% nel 2025). Gli Enti dovranno quindi verificare la corretta copertura finanziaria, adeguando il bilancio assestato 2025 e predisponendo una programmazione 2026-2028 allineata ai nuovi oneri.