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Riserva di umanità, il TAR stoppa l’automatismo dell’algoritmo: l’AI deve essere monitorata

Focus sulla sentenza del TAR Lazio, Roma (Sez. III bis), del 2 febbraio 2026, n. 1895: la tecnologia con l’ausilio dell’umano

4 FEBBRAIO 2026

Cosa ne pensa il Tribunale Amministrativo Regionale sugli automatismi dell’AI nella Pubblica Amministrazione? Qui risponde la recente sentenza del TAR Lazio, Roma (Sez III, bis) del 2 febbraio 2026 n. 1895
 
Il ricorrente partecipante a un concorso docenti, pur avendo dichiarato i titoli di servizio, non ha “cliccato” l’apposita casella per richiedere la riserva del 30% dei posti destinata ai precari storici. Il sistema automatizzato del Ministero lo ha escluso dalla quota riservata, impedendogli di risultare vincitore. Il candidato ha impugnato la graduatoria, lamentando l’eccessivo formalismo dell’algoritmo.
 
Il Tribunale ha dovuto stabilire se l’autoresponsabilità del candidato (l’onere di compilare correttamente il modulo) prevalga sempre, o se l’Amministrazione abbia l’obbligo di intervenire quando l’errore è evidente e i dati corretti sono già in suo possesso. In particolare, si è discusso del limite della decisione robotizzata.
 
La recente sentenza del TAR Lazio, Roma (Sez III, bis) del 2 febbraio 2026 n. 1895 riaffermando che la tecnologia deve assistere, non sostituire, il discernimento umano: Il diritto dell’AI ad esistere è subordinato al dovere di monitorarla