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Concorsi pubblici e Amministrazione digitale: si tutela il merito contro gli errori formali

Nei concorsi pubblici il merito non può essere sacrificato sull’altare della burocrazia digitale, lo stabilisce il TAR Lazio, Roma con sentenza del 23 febbraio 2026, n. 3300

25 MARZO 2026

La digitalizzazione delle procedure concorsuali nella Pubblica Amministrazione accelera anche dalle misure legate al PNRR, dove ha introdotto nuove rigidità operative. È in questo contesto che si inserisce la decisione del TAR Lazio (Sez. IV bis) del 23 febbraio 2026, n. 3300, chiamato a pronunciarsi su un ricorso relativo a un concorso per docenti.

 
Il candidato lamentava il mancato riconoscimento del titolo di riserva derivante dal servizio civile universale, pur avendolo dichiarato nella domanda di partecipazione.
 
L’Amministrazione aveva escluso tale titolo dalla valutazione, sostenendo che fosse stato inserito in una sezione errata della piattaforma telematica, anziché nell’apposito campo dedicato. Una scelta che, di fatto, aveva inciso sulla posizione in graduatoria del ricorrente, determinandone l’esclusione dai posti riservati.