La Corte ribadisce: il congedo parentale e i permessi per disabili non possono essere utilizzati in chiave compensativa o per soddisfare interessi propri del lavoratore
6 MAGGIO 2026
La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Molise, con sentenza n. 2 del 2 marzo 2026, ha condannato un dipendente al risarcimento di oltre 20mila euro condannandolo per responsabilità erariale: nel corso del 2020, il dipendente aveva fruito di congedo parentale e di permessi retribuiti per l’assistenza a una figlia disabile svolgendo invece, in modo continuativo, un’attività commerciale di compravendita di autoveicoli. I giudici hanno qualificato il comportamento come abuso del diritto con dolo, escludendo qualsiasi riduzione del danno in applicazione della nuova disciplina introdotta dalla legge n. 1/2026: i benefici solidaristici riconosciuti ai lavoratori pubblici devono essere utilizzati esclusivamente per le finalità cui sono destinati, pena la piena responsabilità amministrativo-contabile.