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Caregiver e turni notturni: la Cassazione conferma l’esonero a prescindere dalla gravità della disabilità

Focus sulla sentenza della Corte di Cassazione (Sez. Civile, Lavoro) del 16 giugno 2026, n. 20229

9 LUGLIO 2026

Con la sentenza del 16 giugno 2026, n. 20229 la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione interviene su un tema di crescente rilevanza per la gestione del personale: i limiti al lavoro notturno del dipendente che assiste un familiare disabile

La disciplina di riferimento è l’art. 11, comma 2, lett. c), del d.lgs. n. 66/2003, che esonera dall’obbligo di lavoro notturno il lavoratore che abbia “a proprio carico” un soggetto disabile ai sensi della L. n. 104/1992.
 
Il Consiglio di Stato aveva sostenuto che tale espressione imponesse, per via sistematica, di limitare il beneficio ai soli casi di handicap “grave” ex art. 3, comma 3, della legge quadro.
 
La Cassazione respinge questa lettura: il dato testuale della norma richiama la sola nozione generale di disabilità di cui al comma 1 dell’art. 3, senza alcun rinvio al requisito della gravità. Ammettere un’interpretazione più restrittiva significherebbe, secondo il Collegio, un’indebita aggiunta di un requisito che il legislatore non ha previsto.